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Piedi gonfi, come aiutarli?
14/09/2020
Il piede gonfio o meglio edematoso, è una condizione clinica da tenere molto sotto controllo perché  può essere causa di una patologia cardiaca, metabolica, vascolare e reumatica. 
L’edema è dato dall’accumolo di liquido nel tessuto adiposo sottocutaneo.
Il piede gonfio prevalentemente nel tardo pomeriggio/sera può essere causato da insufficienza venosa e linfatica (sedentarietà) ; nei casi di infiammazioni articolare si ha la presenza di liquido a livello dell’articolazione colpita; ma se l’edema è sempre presenta anche da sdraiati associato a difficoltà respiratorie a quel punto è un’urgenza non differibile.
Clinicamente la cute si presenta tesa lucida e arrossata, con la presenza del segno della fovea (premendo la cute edematosa rimane impresso il segno delle dita).
Ovviamente è consigliabile contattare il medico prima di ogni trattamento fai da te, che se opportuna prescriverà esami ematici o visite specialistica per capire la genesi dell’edema.
Esclusa la patologia cardiaca e vascolare quindi di natura posturale (serotino) a quel punto bisogna valutare qual è la disfunzione che mi porta a tale condizione. La valutazione inizia da come appoggia il piede; un piede pronato (cade all’interno) riduce lo svuotamento della soletta plantare e riduce l’attività muscolare dei muscoli della gamba non spremendo così completamente il liquido (sangue e linfa)  presente.
La prescrizione di un plantare a questo punto è fondamentale, che  corregge l’eventuale alterazione biomeccanica  e grazie ai materiali di rivestimento elastici permette lo svuotamento della soletta plantare e incrementa l’attività contrattile dei muscoli della gamba. Le calze avranno anch’esse funzione contenitiva e compressiva ma al tempo stesso proteggeranno anche la cute che si presenta arrossata e fragile. 
La calzatura dovrà avere le capacità adattative di contenere le dimensioni del piede, che potranno variare anche nel corso della giornata,ed al tempo stesso dare stabilità al paziente.