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Ginocchio del corridore. Cos’è?
11/05/2021

La sindrome della bandelletta ileo-tibiale o comunemente chiamato ginocchio del corridore è un’infiammazione del compartimento esterno del ginocchio. Sappiamo che la corsa è lo sport più praticato, si stima che circa 40 milioni di persone corrono regolarmente solo negli Stati Uniti e 10 milioni di persone corrono oltre 100 giorni all’anno,e circa il 25% delle lesioni di chi corre interessano l’articolazione del ginocchioIl dolore si sviluppa nella parte esterna del ginocchio nella zona ileo-tibiale che è l’ultimo tratto della fascia lata che riveste i muscoli superficiali della coscia.

 

Il dolore si manifesta senza un trauma specifico, ma prevalentemente insorge gradualmente durante l’attività fino ad essere invalidante: durante le corse in discesa, scendendo le scale o correndo lentamente e in tutte le situazioni che comportano un sovraccarico a livello del ginocchio.

Le cause possono essere intrinseche come un piede iperpronato (verso l’interno) associato a una valgismo tibiale  che crea una compressione esterna del ginocchio, oppure  un’instabilità dell’articolazione della caviglia con conseguenti sollecitazioni compensatorie sul ginocchio, ma anche una debolezza dei muscoli glutei e dell’anca, debolezza del vasto mediale interno e dei muscoli del core. Fra le cause estrinseche troviamo un aumento del chilometraggio di corsa, cambiamento di pendenza, calzature usurate o vecchie (una calzatura usurata aumenta ancora di più l’eventuale difetto biomeccanico presente)

Nella prima fase è opportuno ridurre il sovraccarico, quindi preferire attività come il nuoto in modo che non ci sia sovraccarico sul ginocchio, sotto prescrizione medica terapia farmacologia e fisioterapica (laser, ultrasuoni, campi magnetici…) e applicazione di ghiaccio o kinesiotape.

Laddove si riscontra un’alterazione biomeccanica a livello podalico, utilizzare ortesi plantari che vadano a sostenere l’arco plantare e ad allineare il piede con la gamba 

 

Per la prevenzione è opportuno utilizzare calzature specifiche, calze tecniche 

che vadano a sostenere l’arco plantare e la caviglia, incrementare gradualmente le distanze e variare il terreno di corsa, correre con una cadenza di circa 170-190 toccate al minuto (una corsa lenta con lunghe falcate crea sovraccarico).