L'esperto per voi
Il dolore alle dita dei piedi
09/02/2021

Tra le 26 ossa che costituiscono un piede, le 5 dita sono la parte più distale, dal punto di vista anatomico quatto (II-III-IV-V) sono formate da 3 falangi che si dividono in prossimale, intermedia e distale (falange ungueale) mentre il I dito (Alluce) ne ha solo due, prossimale e distale.

 

 

Le dita sono sede di inserzione di muscoli sia intrinseci (propri del piede) che estrinseci, muscoli che originano dalla gamba. Uno squilibrio muscolare fra muscoli dorsali  e plantari può essere la causa di alcune deformità con conseguente dolore a causa della superficialità della terminazione nervosa. La loro funzione è quella di fare presa al terreno durante il cammino e permettere così la propulsione, inoltre mantengono in sede il metatarso corrispondente.

Fra le deformità più comuni troviamo la griffe con le dita che assumono un aspetto curvo causando un dolore all’apice del dito e sulla parte dorsale per il trauma con la calzatura; un’altra deformità presente prevalentemente nel sesso femminile è l’alluce valgo, deviazione verso l’esterno  del I dito e  mediale della I MTF “cipolla”, causando dolore da sfregamento e compressione da parte della  calzatura  sulle deformità articolari, e sotto la pianta del piede per la perdita della corretta anatomia del I dito. 

Una deformità del dito comporta anche un’alterata distribuzione del carico plantare, un dito rigido e deformato per esempio a martello crea un picco pressorio plantare a livello del metatarso corrispondente “effetto pistone”.

Il trattamento per contrastare la sintomatologia  si divide in chirurgico ( esistono diverse tecniche chirurgiche comprese in mininvasiva) e conservativo .

Il trattamento conservativo comprende la fisioterapia, trattamento podologico e la prescrizione di calzature e plantari.

La fisioterapia consiste nella mobilizzazione articolare, rinforzo muscolare e utilizzo di terapia fisica (laser, ultrasuoni) il podologo interviene rimuovendo la callosità semmai fosse presente e la fabbricazioni di speciali presidi ortesici, mentre le calzature che sono la “scatola” che deve contenere il piede devono avere determinate caratteristiche.

Il tomaio automodellante in setaflex per ridurre lo sfregamento sull’area dolorosa, la suola biomeccanica in modo che vada a ridurre le pressioni a livello delle teste metatarsali (effetto pistone) , il contrafforte posteriore stabilizzante durante la fase di contatto, inoltre deve essere accogliente per l’eventuale ortesi  plantare personalizzata  qualora fosse presente.